Non tutti lo sanno, ma l’Italia ha compiuto passi da gigante nelle rinnovabili: vent’anni fa, nel 2004, la potenza installata era di appena 20.222 MW, oggi sfiora i 74.303 MW. Questo significa che il Paese è cresciuto del 267% nella capacità verde, con il solare fotovoltaico diventato il motore di trasformazione principale. Ma quanto pesano davvero le rinnovabili sui consumi elettrici italiani nel 2024? E soprattutto: siamo sulla buona strada per centrare gli obiettivi europei?

Percentuale rinnovabili 2023: 43,7% produzione elettrica · Copertura 2024: 41% consumi · Nuove installazioni 2025: 6.220 MW totali · Crescita rinnovabili recenti: +1% consumi finali · Fonti dominanti: Fotovoltaico 5.621 MW nel 2025

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Proiezioni esatte oltre il 2025 ancora non confermate
  • Impatto finale del PNIEC sui target 2030
  • Efficacia delle riforme burocratiche annunciate
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Target 2030: 42,5% consumi lordi da RED III
  • PNIEC aggiornato fissa 40% obiettivo
  • Rallentamento burocratrico potrebbe frenare la corsa

I dati ufficiali certificano una crescita storica, ma il confronto con gli obiettivi europei rivela un gap che richiede azioni immediate. La tabella seguente sintetizza i numeri chiave del 2024.

Dato Valore Fonte
Percentuale 2023 43,7% energia elettrica Rinnovabili.it
Nuove installazioni 2025 6.220 MW Rinnovabili.it
Fotovoltaico 2025 5.621 MW Rinnovabili.it
Eolico 2025 563 MW Rinnovabili.it
Crescita consumi +1% rinnovabili Qualenergia

Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Italia?

Nel 2023, la quota di rinnovabili sulla domanda elettrica italiana si è attestata al 43,7% della produzione totale, un risultato che ha superato le attese di molti analisti. Tuttavia, nel 2024, nonostante il record di potenza installata (74.303 MW), la copertura dei consumi ha mostrato un andamento più articolato: secondo i dati Terna, le rinnovabili hanno coperto il 41,2% della domanda elettrica nazionale (312,3 TWh totali), equivalenti a 128,6 TWh di produzione verde. Questo dato emerge chiaramente dall’analisi dell’operatore di rete nazionale, che ha certificato come le fonti fossili rappresentino ancora il 42,5% del mix elettrico italiano.

Dati 2023

Nel 2023, l’Italia ha registrato una crescita della capacità installata del 2,5% rispetto all’anno precedente. La distribuzione per fonte mostrava una composizione specifica: l’idroelettrico dominava con 45,4 TWh (39% del totale), seguito dal solare con 25 TWh (21,5%), dall’eolico al 18% e dalle bioenergie al 16,4%. La geotermia contribuiva con il restante 5,1%. Questi numeri, raccolti dall’analisi settoriale di Sorgenia (portale specializzato nel settore energetico), evidenziano come l’Italia avesse già raggiunto una quota significativa di produzione rinnovabile nel 2023.

Copertura 2024

Nel 2024, la situazione ha registrato un miglioramento significativo nei primi sei mesi: secondo Terna, le rinnovabili hanno coperto il 43,8% della domanda elettrica nazionale, un balzo forward rispetto al 34,9% dello stesso periodo nel 2023. Questo risultato è stato trainato principalmente dall’idroelettrico, che ha prodotto 52,1 TWh (un incremento del 30,4% rispetto al 2023), coprendo il 16,7% della domanda totale. L’idroelettrico si è confermato la fonte rinnovabile più performante dell’anno, beneficiando di condizioni climatiche favorevoli.

Cosa significa questo

Il balzo dal 37,1% del 2022 al 41,2% del 2024 rappresenta un progresso concreto, ma l’Italia deve accelerare se vuole raggiungere il 42,5% entro il 2030 fissato dalla direttiva RED III.

Confronto con target PNIEC

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), presentato il 30 giugno 2023, ha rivisto al rialzo gli obiettivi: dal 30% iniziale al 40% dei consumi lordi da rinnovabili entro il 2030. Questo obiettivo si articola in sotto-target specifici: 65% per il settore elettrico, 37% per il termico e 31% per i trasporti. Tuttavia, secondo Qualenergia (rivista specializzata nel settore energetico), il target 2030 resta ancora lontano nonostante il record registrato nel 2024, e gli iter burocratici complessi continuano a ostacolare nuovi investimenti nel settore.

L’implicazione è chiara: senza interventi concreti sulla semplificazione amministrativa, l’Italia rischia di accumulare ulteriori ritardi nella corsa verso gli obiettivi europei, con conseguenze concrete per la competitività del sistema industriale nazionale.

Quali sono le energie rinnovabili più utilizzate in Italia?

L’Italia può contare su sette fonti energetiche rinnovabili principali, ciascuna con caratteristiche distintive e livelli di diffusione differenti sul territorio nazionale. Il solare fotovoltaico si è imposto come la fonte trainante degli ultimi anni, seguito dall’eolico e dall’idroelettrico, mentre geotermia e bioenergie completano il quadro delle risorse verdi disponibili. Comprendere la distribuzione di queste fonti è essenziale per valutare le prospettive future del sistema energetico italiano.

Fotovoltaico ed eolico dominanti

Il solare fotovoltaico ha vissuto una crescita esponenziale: dal 2004 al 2024, la capacità è aumentata di 37.085 MW, raggiungendo 1,8 milioni di impianti installati. Solo nel 2024, sono stati aggiunti 276.000 nuovi impianti solari. Secondo EDP Energia (operatore energetico internazionale), la capacità fotovoltaica nazionale ha raggiunto 37,1 GW nel 2024, rappresentando il 28% della produzione rinnovabile totale. L’eolico ha registrato una crescita altrettanto significativa, passando da 120 impianti nel 2004 a 6.130 nel 2024, con un incremento di potenza di 11.890 MW.

Altre fonti

L’idroelettrico rappresenta la fonte più matura e stabile del panorama rinnovabile italiano: nel 2004 contava 17.055 MW (2.021 impianti), mentre nel 2024 ha raggiunto 18.992 MW distribuiti in 4.907 impianti. La geotermia ad alta entalpia ha segnato un incremento di 136 MW nello stesso periodo, mentre le bioenergie sono cresciute da 1.346 MW a 3.802 MW, raggiungendo almeno 3.054 Comuni italiani. Queste fonti, sebbene meno visibili mediaticamente, contribuiscono in modo sostanziale alla produzione energetica nazionale.

Produzione per fonte

Nel 2024, la produzione combinata di fotovoltaico ed eolico ha raggiunto 58,1 TWh, coprendo il 18,6% della domanda elettrica nazionale con un incremento dell’8,4% rispetto al 2023. Questo dato emerge dall’analisi di Qualenergia (rivista specializzata nel settore energetico), che evidenzia come il duo solare-eolico stia progressivamente erodendo il primato storico dell’idroelettrico. Nel 2024, l’idroelettrico ha prodotto 52,1 TWh, un risultato record trainato dalle abbondanti precipitazioni stagionali.

Il pattern è evidente: il fotovoltaico sta diventando la colonna portante del sistema rinnovabile italiano, ma la sua intermittenza richiede un rafforzamento delle infrastrutture di accumulo e della rete di distribuzione.

Come vanno le rinnovabili in Italia?

Dopo anni di crescita sostenuta, il settore delle rinnovabili italiane sta attraversando una fase di consolidamento con segnali di rallentamento. Nel 2024, l’Italia ha raggiunto il record di 74.303 MW di potenza efficiente netta installata (+267% rispetto ai 20.222 MW del 2004), ma le nuove installazioni mostrano un ritmo meno vivace rispetto agli anni precedenti. Questo andamento merita un’analisi approfondita per comprendere le dinamiche in atto.

Trend recenti

L’Italia ha registrato una crescita complessiva del 145% nella capacità rinnovabile storica, un dato che colloca il Paese tra i leader europei nel settore verde. Parallelamente, le fonti fossili hanno segnato un declino significativo: il petrolio è sceso del 37%, il carbone dell’81% e il gas del 13%. Questi numeri, riportati da Enel Foundation (ente di ricerca nel settore energetico), raccontano una trasformazione strutturale del sistema elettrico italiano, anche se il percorso verso la neutralità carbonica resta lungo.

Rallentamento 2025

Nel 2025, i dati aggiornati mostrano segnali di frenata: secondo Terna, da gennaio a ottobre le rinnovabili hanno coperto il 42,4% del fabbisogno elettrico nazionale (258.794 GWh). Nel solo mese di ottobre 2025, la quota è scesa al 39% (25.530 GWh), un dato che solleva interrogativi sulla capacità del sistema di mantenere ritmi di crescita sostenuti. Le nuove installazioni nei primi mesi del 2025 ammontano a 6.220 MW totali, con il fotovoltaico che rappresenta la stragrande maggioranza (5.621 MW) e l’eolico che contribuisce con 563 MW.

Statistiche GSE

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ente pubblico di riferimento per il settore, monitora costantemente l’andamento delle rinnovabili in Italia. I dati più recenti confermano un incremento della potenza installata, ma evidenziano anche le criticità legate agli iter autorizzativi: secondo Sorgenia (portale specializzato nel settore energetico), gli investimenti nel 2023 hanno raggiunto 41 miliardi di euro con una potenza di 38,9 GW (il triplo rispetto al 2021), ma la burocrazia continua a rappresentare un ostacolo significativo per nuovi progetti.

Il paradosso

L’Italia è seconda in Europa per occupati nel settore rinnovabili (212.000 persone), eppure il rallentamento burocratico rischia di frenare una crescita che potrebbe creare ulteriori posti di lavoro nel Paese.

La tendenza al rallentamento non è un segnale negativo in sé: può indicare una fase di maturazione del settore. Tuttavia, se non accompagnata da riforme strutturali, rischia di far perdere all’Italia il vantaggio competitivo accumulato in due decenni di investimenti nelle rinnovabili.

Chi produce energia rinnovabile in Italia?

Il panorama dei produttori di energia rinnovabile in Italia è variegato e comprende grandi gruppi industriali, utility nazionali e una crescente miriade di piccoli produttori diffusi sul territorio. Enel Group domina il settore come principale operatore nazionale, ma accanto ai giganti storici operano numerose aziende specializzate che contribuiscono alla diversificazione del sistema energetico italiano.

Principali aziende

Enel Group, attraverso la sua controllata Enel Green Power, rappresenta il primo produttore di energia rinnovabile in Italia e tra i leader mondiali del settore. L’azienda gestisce impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e geotermici su tutto il territorio nazionale, con una capacità installata che la colloca in testa alla classifica italiana. Accanto a Enel, operano altri grandi gruppi come Edison, A2A ed ERG, ciascuno con proprie competenze specifiche nelle diverse tecnologie rinnovabili.

Enel Group ruolo

Enel Group ha accelerato negli ultimi anni la transizione verso le rinnovabili, disinvestendo progressivamente dalle centrali a carbone e puntando su solare ed eolico. La controllata Enel Green Power gestisce oltre 59 GW di capacità rinnovabile a livello globale, di cui una quota significativa in Italia. Questa presenza capillare permette al gruppo di influenzare in modo determinante le dinamiche del mercato italiano delle rinnovabili, fissando standard tecnologici e tariffe di riferimento per l’intero settore.

Attori chiave

Tra gli attori emergenti, si distinguono i produttori agricoli che hanno convertito le proprie aziende in prosumer energetici (produttori-consumatori) attraverso impianti fotovoltaici, le cooperative energetiche che raggruppano piccoli comuni per condividere investimenti in rinnovabili, e gli investitori istituzionali stranieri che stanno acquisendo asset rinnovabili italiani. Questa pluralità di attori arricchisce il tessuto produttivo nazionale e contribuisce alla decentralizzazione della generazione elettrica.

Per chi investe nel settore energetico, la competizione tra questi attori rappresenta un’opportunità concreta: la presenza di operatori diversificati tiene alte le aspettative di innovazione tecnologica e pressione competitiva sui costi di generazione.

Qual è l’energia rinnovabile più utilizzata in Italia?

La classifica delle fonti rinnovabili italiane per produzione nel 2024 vede l’idroelettrico in testa per quantità di energia prodotta (52,1 TWh), ma il fotovoltaico emerge come la tecnologia con il maggior potenziale di crescita futura. Per dimensione del contributo alla copertura dei consumi, however, è il fotovoltaico a guadagnare terreno più rapidamente, trainato da costi di installazione in calo e incentivi pubblici.

Classifica fonti

Analizzando i dati del 2024, la classifica per produzione vede l’idroelettrico al primo posto con 52,1 TWh (16,7% della domanda), seguito da fotovoltaico ed eolico combinati con 58,1 TWh (18,6%). Le bioenergie contribuiscono in modo significativo, mentre la geotermia, pur essendo una risorsa tipicamente italiana (con i suoi impianti toscani tra i più efficienti al mondo), rappresenta una quota marginale ma costante della produzione nazionale.

Dati produzione

Nel 2024, la produzione FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) ha superato i 128 TWh, un risultato record per il sistema italiano. Questo dato, certificato da Rinnovabili.it (portale di settore), rappresenta un incremento sostanziale rispetto agli anni precedenti e conferma la traiettoria di crescita del settore verde nazionale. Il consumo elettrico totale è stato di 312,3 TWh, con un aumento del 2,2% rispetto al 2023, e le rinnovabili hanno coperto il 41,2% della domanda.

Proiezioni

Guardando al futuro, il fotovoltaico si candida a diventare la fonte rinnovabile più importante del sistema italiano entro i prossimi cinque anni. Gli investimenti previsti nel solare (soprattutto agrivoltaico e floating) e l’evoluzione tecnologica degli accumulatori potrebbero colmare l’intermittenza caratteristica di questa fonte. L’eolico offshore rappresenta l’altra grande opportunità per il Paese, con il Mare Nostrum che offre condizioni di vento favorevoli lungo le coste adriatiche e tirreniche.

Il dato da osservare è la crescita del fotovoltaico: se continuerà al ritmo degli ultimi anni, potrebbe superare l’idroelettrico già nel 2026, ridefinendo l’intero assetto del sistema elettrico nazionale.

Qual è la migliore fonte di energia rinnovabile?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda: la “migliore” fonte dipende dal contesto specifico, dalle esigenze del territorio e dagli obiettivi che si intendono raggiungere. In Italia, tuttavia, alcune fonti presentano caratteristiche che le rendono particolarmente adatte alle peculiarità geografiche e climatiche del Paese.

Criteri valutazione

Per valutare quale sia la fonte migliore, gli esperti considerano diversi parametri: costo dell’energia prodotta (LCOE), disponibilità di spazio, impatto ambientale, affidabilità della produzione e integrazione nella rete esistente. In questo quadro, il fotovoltaico eccelle per costi decrescenti e facilità di installazione distribuita, l’eolico per rapporto energia prodotta/area occupata, mentre l’idroelettrico resta insuperato per affidabilità e capacità di stoccaggio naturale sotto forma di dighe.

In contesto italiano

L’Italia presenta condizioni ideali per il fotovoltaico: oltre 2.000 ore di irraggiamento solare annuo in molte regioni, una rete elettrica relativamente capillare e una cultura del risparmio energetico diffusa tra i consumatori. Il Lazio ha installato 1.256 MW solari nel 2024 (prima regione italiana), seguito dalla Lombardia con 766 MW e dalla Sicilia con 505 MW, dati che emergono dall’analisi di Rinnovabili.it (portale di settore). Questi numeri confermano il potenziale inespresso del solare nel Centro-Sud italiano.

Pro e contro

Ogni fonte presenta vantaggi e svantaggi specifici. Il fotovoltaico è economico e scalabile, ma intermittente e dipendente dalle condizioni meteorologiche. L’eolico offre elevata produttività in specifiche aree geografiche, ma incontra resistenze locali per l’impatto visivo. L’idroelettrico è affidabile e programmabile, ma richiede investimenti ingenti in infrastrutture e può avere impatti ambientali significativi. Le bioenergie e la geotermia sono meno soggette a intermittenza, ma limitate dalla disponibilità di biomassa e risorse geotermiche.

La scelta strategica per l’Italia dovrebbe puntare su un mix bilanciato: accelerare il fotovoltaico residenziale e agrivoltaico, sviluppare l’eolico offshore, mantenere e ammodernare l’idroelettrico esistente e investire in accumulatori per integrare le fonti intermitenti.

Cronologia delle rinnovabili italiane

L’evoluzione del sistema energetico italiano verso le rinnovabili è rappresentata da una serie di tappe significative che hanno segnato la storia del settore negli ultimi due decenni. La tabella seguente ripercorre le date chiave dal 2004 al 2025.

Periodo Evento chiave Fonte
2004 20.222 MW potenza rinnovabili installata Geagency / Legambiente
2022 37,1% quota rinnovabili sulla domanda elettrica Camera dei Deputati
30 giugno 2023 Presentazione aggiornamento PNIEC Sorgenia
2023 43,7% produzione elettrica rinnovabile Rinnovabili.it
Primo semestre 2024 43,8% quota rinnovabili sulla domanda Terna
2024 74.303 MW installati, 41,2% copertura consumi Qualenergia
Ottobre 2025 42,4% fabbisogno coperto da rinnovabili Rinnovabili.it

Il pattern è chiaro: la crescita c’è stata, ma non è stata lineare. Gli incentivi governativi hanno trainato il fotovoltaico negli anni 2010-2013, poi il settore ha rallentato fino al Superbonus del 2020-2023. Ora servono politiche strutturali, non emergenziali.

Cosa sappiamo e cosa no

Il quadro delle rinnovabili italiane presenta zone di luce e ombra. Mentre alcuni dati sono solidi e verificati da fonti multiple, altri aspetti restano incerti o oggetto di interpretazioni contrastanti. Distinguere tra fatti confermati e speculationi è essenziale per comprendere la reale situazione del settore energetico nazionale.

Fatti confermati

  • 74.303 MW potenza installata 2024
  • 41,2% copertura domanda elettrica 2024
  • 43,8% quota primi sei mesi 2024
  • Crescita +267% dal 2004
  • PNIEC obiettivo 40% entro 2030

Cosa resta incerto

  • Proiezioni oltre il 2025
  • Impatto definitivo delle riforme burocratiche
  • Efficacia Superbonus oltre il 2025
  • Tempi esatti per eolico offshore

“Dati sicuramente importanti, ma è fondamentale accelerare il passo visti i ritardi accumulati rispetto all’obiettivo 2030.”

— Legambiente (associazione ambientalista)

“Il 2024 ha segnato un punto di svolta, ma senza interventi strutturali l’Italia rischia di perdere slancio nel momento più critico.”

— Qualenergia (rivista specializzata settore energetico)

Per gli investitori e i cittadini, il messaggio è chiaro: le rinnovabili funzionano e crescono, ma la corsa verso gli obiettivi europei richiede un’accelerazione che finora non si è materializzata.

Sintesi e prospettive

L’Italia ha compiuto passi significativi nel settore delle rinnovabili: dal 2004 al 2024, la potenza installata è cresciuta del 267%, raggiungendo 74.303 MW, e la quota di rinnovabili sulla domanda elettrica è salita dal 37,1% del 2022 al 41,2% del 2024. Il fotovoltaico si è affermato come tecnologia trainante, mentre l’idroelettrico mantiene il suo ruolo di fonte più affidabile. Tuttavia, il rallentamento delle nuove installazioni nel 2025 e la distanza dagli obiettivi PNIEC (40% entro il 2030) e RED III (42,5% consumi lordi entro il 2030) rappresentano sfide concrete per il sistema energetico nazionale.

In sintesi: Il governo deve accelerare sulla semplificazione burocratica, altrimenti l’Italia rischia di mancare il target 2030 nonostante la crescita record del fotovoltaico. I cittadini che installano pannelli solari contribuiscono concretamente alla transizione energetica e ottengono benefici economici immediati.

Letture correlate: Eolico Italia – Potenza, Produzione e Prospettive Offshore · Cambiamento Climatico Italia – Effetti, Cause e Azioni 2024

Fonti aggiuntive

enelfoundation.org

Domande frequenti

Quali sono le 7 energie rinnovabili?

In Italia, le fonti rinnovabili riconosciute sono sette: solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico, bioenergie (biomasse, biogas, bioliquidi), energia marina (maree e onde) e solare termico. Ogni fonte presenta caratteristiche specifiche di disponibilità, costo e impatto ambientale.

Qual è la produzione energia elettrica in Italia per fonte?

Nel 2024, la produzione elettrica italiana ha visto l’idroelettrico dominare con 52,1 TWh (16,7% domanda), seguito da fotovoltaico ed eolico combinati con 58,1 TWh (18,6%). Le rinnovabili hanno coperto il 41,2% della domanda totale di 312,3 TWh.

Qual è la percentuale energia rinnovabile in Europa?

La media europea per le rinnovabili sui consumi lordi è di circa il 23% nel 2024, con Paesi come Svezia, Finlandia e Austria che superano il 50%. L’Italia, con il suo 41,2% sulla domanda elettrica, si posiziona sopra la media europea ma sotto i leader nordici.

Quali sono le fonti di energia in Italia?

Le fonti energetiche italiane si dividono in rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico, bioenergie) e non rinnovabili (gas naturale, petrolio, carbone). Nel 2024, le rinnovabili hanno coperto il 41,2% dei consumi elettrici, mentre gas e altre fonti fossili hanno rappresentato il 42,5%.

Qual è la percentuale di energia rinnovabile nel mondo?

A livello globale, le rinnovabili hanno coperto circa il 30% dei consumi energetici nel 2024. L’Italia, con il 41,2% sulla domanda elettrica, si colloca sopra la media mondiale grazie a politiche di incentivazione attive negli ultimi vent’anni.

Qual è la percentuale di energia rinnovabile in Spagna?

La Spagna ha raggiunto circa il 50% di rinnovabili sulla domanda elettrica nel 2024, grazie a un massiccio sviluppo dell’eolico e del fotovoltaico. L’Italia (41,2%) è in ritardo rispetto al vicino iberico, che rappresenta un benchmark interessante per le politiche energetiche mediterranee.

Quando è stata prodotta elettricità in Italia da rinnovabili?

Nel 2024, sono stati prodotti oltre 128 TWh di elettricità da fonti rinnovabili in Italia, un record storico. Questo dato rappresenta un incremento significativo rispetto ai 118 TWh del 2023 e conferma la traiettoria di crescita del settore verde nazionale.

Qual è l’approvvigionamento energetico Italia?

L’Italia importa circa il 75-80% delle sue fonti energetiche primarie, prevalentemente gas naturale da Russia, Algeria e Qatar. Nel settore elettrico, however, la situazione sta cambiando: nel 2024, la produzione nazionale (incluse rinnovabili) ha coperto l’83,7% della domanda, con import netti per il restante 16,3%.