Culturapunto Rapporto del mattino Italiano
CulturaPunto.it Culturapunto Rapporto del mattino
Blog Economia Locale Mondo Politica Tecnologia

Eolico Italia – Potenza, Produzione e Prospettive Offshore

Giorgio Marco Romano Ferrari • 2026-04-06 • Revisionato da Giulia Rossi

L’Italia ha chiuso il 2023 con una potenza eolica installata pari a circa 12,3 GW, raggiungendo una produzione record di 23,4 TWh che ha coperto il 7,6% della domanda elettrica nazionale. Il settore, dominato da impianti onshore concentrati nelle regioni del Centro-Sud, rappresenta oggi il terzo pilastro delle fonti rinnovabili italiane per generazione elettrica, nonostante la crescita annuale mostri segni di rallentamento con soli 488 MW di nuova capacità aggiunta nell’ultimo anno.

Il quadro futuro si prospetta ambizioso ma complesso. Il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) fissa obiettivi di 26 GW onshore e 2,1 GW offshore entro il 2030, un raddoppio che richiederebbe un’accelerazione significativa rispetto ai ritmi attuali. Tuttavia, la burocrazia opaca e i tempi autorizzativi lunghissimi – come i 14 anni necessari per l’unico parco offshore operativo di Taranto – rappresentano ostacoli concreti allo sviluppo del comparto.

Con oltre 6.150 impianti attivi e una pipeline offshore che conta 93 progetti per 74 GW di capacità potenziale, il settore eolico italiano si trova a un bivio: da un lato il potenziale tecnico per raddoppiare la capacità installata, dall’altro la necessità urgente di sbloccare le procedure amministrative per non perdere il treno della transizione energetica europea.

Qual è lo stato attuale dell’energia eolica in Italia?

12,3 GW
Potenza installata (2023)
23,4 TWh
Produzione annua record
7,6%
Copertura domanda elettrica
6.150
Impianti attivi (2025)
  • Record storico di produzione nel 2023 con 23,4 TWh, pari al 20,7% delle rinnovabili elettriche italiane
  • Terza fonte rinnovabile per generazione, dopo idroelettrico e fotovoltaico
  • Solo 30 MW di capacità offshore operativa, rappresentati dall’impianto Beleolico di Taranto
  • Crescita stagnante: nel 2023 installati solo 488 MW, in calo del 7% rispetto al trend precedente
  • Concentrazione geografica al Centro-Sud, dove si registra il 90% della potenza nazionale
  • Target PNIEC 2030 ambiziosi (28 GW totali) ma distanti rispetto ai ritmi attuali di installazione
  • Prevalenza tecnologica dei progetti offshore futuri su piattaforme galleggianti (floating)
Parametro Dato
Potenza totale 2023 12.335,8 MW
Potenza totale giugno 2025 12,9 GW
Produzione 2023 23,4 TWh
Quota domanda nazionale 7,6%
Impianti onshore 5.000-6.000 unità
Impianti totali (2025) 6.150
Offshore operativo 30 MW (Beleolico)
Nuovi impianti >10 MW (2023) 14 (413 MW)
Capacità aggiunta 2023 488 MW
Target 2030 onshore 26 GW (PNIEC)
Target 2030 offshore 2,1 GW (PNIEC)
Posizione in Europa Settima (giugno 2025)

Quali sono i principali parchi eolici e le regioni leader?

I parchi onshore di maggiore capacità

Le installazioni terrestri di maggiore rilevanza includono il parco di Monte Mesa in Puglia, con oltre 35 MW di capacità, seguito da Serra Pelata in Calabria, Tursi-Colobraro in Basilicata e Rocchetta Sant’Antonio in Puglia, caratterizzati da turbine ad alta efficienza energetica. Questi impianti rappresentano l’eccellenza tecnologica del settore onshore italiano.

La distribuzione regionale

La Puglia guida la classifica per potenza installata assoluta con 3,1 GW distribuiti su 1.391 impianti, seguita dalla Sicilia con circa 2,8 GW (916 impianti) e 25 progetti offshore in fase di sviluppo, e dalla Campania con 2,5 GW. La Basilicata detiene invece il primato per numero di impianti attivi, con 1.469 unità. La concentrazione al Centro-Sud riflette la maggiore costanza e intensità dei venti in queste aree.

Distribuzione geografica

Il 90% della potenza eolica nazionale si concentra nelle regioni del Centro-Sud, dove la morfologia interna e la presenza di correnti ventose hanno favorito lo sviluppo di parchi onshore di medie e grandi dimensioni.

Quali progetti eolico offshore sono in sviluppo?

Lo scenario attuale: il caso Beleolico

L’Italia conta attualmente un solo parco eolico offshore operativo: Beleolico a Taranto, impianto nearshore da 30 MW entrato in funzione nel 2022 dopo un iter autorizzativo durato 14 anni. La struttura produce circa 58.000 MWh all’anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di 60.000 persone, ma rappresenta una capacità marginale rispetto al potenziale del mare italiano.

La pipeline dei progetti futuri

Il settore offshore italiano presenta una pipeline straordinaria: 93 progetti per una capacità totale di 74 GW, di cui 88 con tecnologia floating (galleggiante) e solo 5 con strutture fisse, distribuiti in 10 regioni con una media di 32 km dalla costa. A questi si aggiungono 132 richieste di connessione a Terna per ulteriori 90 GW, sebbene la maggior parte si trovi in fase preliminare.

Quali normative e incentivi regolano l’eolico in Italia?

I ritardi burocratici e il quadro autorizzativo

Il principale ostacolo allo sviluppo restano i tempi autorizzativi: l’esperienza di Beleolico, con 14 anni necessari per ottenere i permessi, è emblematica di una procedura complessa e frammentata. Gli operatori richiedono regole omogenee a livello nazionale e tempi certi per sbloccare sia gli impianti onshore che quelli offshore.

Criticità autorizzative

L’iter per Beleolico ha richiesto 14 anni, evidenziando come i ritardi burocratici rappresentino il fattore principale di rischio per il raggiungimento dei target 2030 del PNIEC.

PNIEC e obiettivi energetici

Il Piano Nazionale Energia e Clima fissa obiettivi ambiziosi: 26 GW onshore e 2,1 GW offshore entro il 2030, con una produzione prevista di 53,4 TWh e una copertura di circa 900 kWh pro capite. Per raggiungere il target del -55% delle emissioni, l’Italia necessita di installare 8 GW annui di rinnovabili complessive, un ritmo attualmente lontano dai 488 MW eolici del 2023.

Scenario PNIEC

Le varianti al piano indicano scenari tra 19,3 GW onshore più 900 MW offshore e un totale netto di 28 GW considerando le dismissioni, ma le installazioni annuali attuali risultano insufficienti per qualunque scenario.

Come si è evoluto l’eolico in Italia negli ultimi trent’anni?

  1. – Approvazione della prima legge quadro (9/92) che disciplina le fonti rinnovabili
  2. – Inizio del boom delle installazioni onshore su larga scala
  3. – Raggiungimento dei 6 GW di potenza installata nazionale
  4. – Stop agli incentivi del Conto Energia, rallentamento crescita
  5. – Approvazione ufficiale della Strategia nazionale per l’eolico offshore
  6. – Entrata in operazione di Beleolico (30 MW), primo e unico parco offshore italiano
  7. – Record assoluto di produzione con 23,4 TWh e 12,3 GW installati
  8. – Previsione entrata in funzione dei primi impianti offshore galleggianti

Cosa è certo e cosa rimane incerto sul futuro dell’eolico?

Dati consolidati Variabili da definire
La produzione 2023 di 23,4 TWh è documentata dai dati GSE I tempi effettivi per autorizzare i 93 progetti offshore in pipeline
La potenza installata di 12,3 GW è certificata a fine 2023 La capacità concreta di raggiungere i 28 GW entro il 2030
Beleolico è l’unico parco offshore operativo (30 MW) Le procedure specifiche per lo sblocco delle 132 richieste Terna
Il PNIEC richiede 8 GW/anno di rinnovabili totali Gli esiti delle aste per le aree marine

Qual è il contesto europeo e nazionale dell’eolico italiano?

L’Italia si colloca al settimo posto in Europa per capacità eolica installata, con 12,9 GW totali a giugno 2025, risultato inferiore rispetto a Germania e Spagna che hanno sviluppato capacità offshore significative. Il ritardo italiano è particolarmente evidente nel settore offshore, dove la morfologia dei fondali profondi richiede tecnologie floating più complesse e costose rispetto alle strutture fisse utilizzabili nel Nord Europa.

Il settore agroalimentare e il territorio rurale mantengono un rapporto complesso con lo sviluppo eolico: da un lato i parchi richiedono aree estese, dall’altro offrono opportunità di diversificazione economica per i territori. Agricoltura Italiana – Prodotti, Economia e Sfide rappresenta un settore che interagisce sempre più con le infrastrutture energetiche rinnovabili. Il settore agroalimentare e il territorio rurale mantengono un rapporto complesso con lo sviluppo eolico, ma è possibile approfondire le prospettive dell’eolico in Italia su aziende trasporti Italia.

Per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, la transizione energetica è influenzata anche dal mercato immobiliare e dalle dinamiche di sviluppo territoriale. Mercato Immobiliare Italia – Crescita Prezzi +4% e Previsioni mostra come lo sviluppo di nuovi parchi eolici richieda una pianificazione integrata con il territorio e le infrastrutture esistenti.

Cosa dicono le fonti ufficiali e gli esperti del settore?

Il settore eolico italiano ha raggiunto un record di produzione nel 2023, ma serve urgentemente uno sblocco burocratico per realizzare il potenziale offshore.

— Analisi Legambiente su dati GSE

Servono regole omogenee e tempi certi per onshore e offshore per competere con gli altri paesi europei.

— Renewable Matter

Qual è il potenziale futuro dell’energia eolica in Italia?

L’eolico italiano si trova in una fase critica: con 12,9 GW installati e una produzione record di 23,4 TWh, il settore ha dimostrato maturità tecnologica ma soffre la frenesia burocratica. Il divario tra i 488 MW annui installati nel 2023 e i target del PNIEC (che richiedono un raddoppio della capacità entro il 2030) evidenzia la necessità di riforme immediate. La transizione verso l’offshore floating rappresenta l’opportunità più significativa, con 74 GW in pipeline, ma richiede tempi autorizzativi certi e infrastrutture di connessione adequate per non perdere il confronto con Spagna e Germania.

Domande frequenti

Quali tecnologie dominano i progetti offshore italiani?

La tecnologia floating (galleggiante) domina con 88 progetti su 93 totali, a causa dei fondali profondi del mare italiano. Solo 5 progetti prevedono strutture fisse.

Quanto tempo serve per autorizzare un parco eolico?

L’iter può durare anni: Beleolico ha richiesto 14 anni. I ritardi burocratici rappresentano l’ostacolo principale segnalato dagli operatori per lo sviluppo futuro.

Qual è il ruolo del GSE nel settore eolico?

Il Gestore Servizi Energetici monitora la produzione elettrica e la gestione degli incentivi alle fonti rinnovabili, raccogliendo dati ufficiali sul settore.

Perché l’Italia utilizza principalmente turbine floating?

I fondali italiani sono troppo profondi per strutture fisse. Le piattaforme galleggianti permettono di sfruttare il vento in mare aperto, mediamente a 32 km dalla costa.

Quali incentivi esistono attualmente per l’eolico?

Gli incentivi sono legati al PNIEC e ai meccanismi FER. Non sono dettagliati specificatamente nei dati disponibili, ma rientrano nelle politiche rinnovabili nazionali gestite dal GSE.

Giorgio Marco Romano Ferrari

Informazioni sull'autore

Giorgio Marco Romano Ferrari

Pubblichiamo ogni giorno contenuti basati sui fatti con revisione editoriale continua.