Chiunque abbia almeno una volta guardato il conto di una ristrutturazione sa quanto possa pesare sulle finanze personali. La buona notizia è che il governo italiano ha confermato per il 2025 e il 2026 un pacchetto di agevolazioni che possono ridurre sensibilmente l’esborso finale, con detrazioni fino al 50% e massimali che toccano i 96.000 euro per unità immobiliare. Tra proroghe, nuove scadenze e un fondo perduto da 25.000 euro per le piccole imprese, orientarsi non è semplice – questa guida fa chiarezza su soglie, requisiti e procedure.

Detrazione ristrutturazione: 50% ·
Tetto massimo spesa: 96.000 € ·
Ecobonus max: 65% ·
Bonus mobili 2026: 5.000 € al 50% ·
Fondo perduto PMI: fino a 25.000 € (dal 7/11/2025)

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Se il limite di 96.000 € sarà confermato anche per il 2026 senza modifiche
  • Se il bonus mobili resterà a 5.000 € o sarà ridotto
  • Se il fondo perduto PMI verrà rifinanziato nel 2026
3Segnale temporale
  • 2025: conferma bonus ristrutturazione 50% e tetto 96.000 €
  • 7 novembre 2025: apertura domande fondo perduto 25.000 € per PMI
  • 2027: detrazione scende al 36% per abitazioni principali
4Cosa viene dopo
  • Proroga o modifica del bonus mobili 50% con tetto 5.000 € (2026)
  • Dal 1° gennaio 2028: detrazione al 30% per prime case
  • Monitorare Legge di Bilancio 2026 per eventuali novità

Sei dati chiave, un solo quadro: ecco i massimali aggiornati per ogni agevolazione.

Voce Valore
Percentuale detrazione ristrutturazione 50%
Tetto massimo spesa ristrutturazione 96.000 €
Ecobonus detrazione massima 65%
Bonus mobili limite spesa 5.000 €
Fondo perduto PMI importo massimo 25.000 €
Data inizio domande fondo perduto 7 novembre 2025

Il pattern: più alto è il risparmio sulla prima casa (50%), più stretto è per le seconde case (36%) – un differenziale che premia la residenza principale, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30.12.2025 n. 199) – fonte normativa.

Il punto

Per chi ristruttura la prima casa, il bonus vale 48.000 € di detrazione massima spalmati in 10 rate. Per la seconda casa, il valore scende a 34.560 €: una differenza netta di 13.440 € che cambia il piano finanziario di qualsiasi famiglia.

Quali sono i bonus casa per il 2025 e come posso richiederli?

Elenco dei principali bonus casa attivi nel 2025

Procedura di richiesta tramite dichiarazione dei redditi

La richiesta avviene direttamente in fase di dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello 730 o il Redditi PF. Non serve presentare una domanda preventiva: si indicano le spese sostenute nell’anno e si ottiene la detrazione in 10 rate annuali di pari importo (Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato).

Documentazione necessaria per usufruire delle detrazioni

  • Fatture e bonifici parlanti (con codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa) – obbligatori per tutte le detrazioni edilizie
  • Invio telematico all’ENEA – obbligatorio per ecobonus e interventi di ristrutturazione che riguardano l’efficientamento energetico (ENEA – agenzia nazionale per l’energia)
  • Conservazione delle ricevute per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate
Cosa tenere d’occhio

Chi salta l’invio all’ENEA perde il diritto all’ecobonus. Il portale richiede la registrazione e la compilazione pratica entro 90 giorni dal termine dei lavori – una scadenza che molti dimenticano e che costa cara.

L’implicazione: chi non tiene traccia dei bonifici parlanti rischia di vedersi negare la detrazione in sede di controllo. Meglio un fascicolo cartaceo o digitale con tutte le ricevute – è la regola base.

Quali sono i massimali del bonus casa per il 2026?

Limite di spesa per ristrutturazione: 96.000 €

Il tetto di 96.000 euro per unità immobiliare è confermato per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30.12.2025 n. 199) – fonte normativa. Per la prima casa la detrazione massima è di 48.000 euro, pari al 50% del massimale; per le seconde case scende al 36%, quindi 34.560 euro massimi (Centro Fiscale – consulenza tributaria).

Massimali ecobonus per tipologia di intervento

  • Cappotto termico: spesa massima 60.000 €, detrazione 65%
  • Caldaia a condensazione: tetto 30.000 €, detrazione 50-65%
  • Infissi e serramenti: spesa massima 60.000 € per unità immobiliare

I tetti variano in base al tipo di intervento e sono stabiliti dall’ENEA – agenzia nazionale per l’energia. Per ogni intervento va calcolato il massimale specifico, non si applica un unico plafond.

Bonus mobili: tetto 5.000 € e proroga al 2026

Il bonus mobili 2026 resta al 50% con spesa massima di 5.000 euro: la detrazione massima è di 2.500 euro, ripartita in 10 rate annuali (Centro Fiscale – consulenza tributaria). Il bonus è collegato a un intervento di ristrutturazione già avviato – non si può usare in assenza di lavori edilizi.

Il paradosso

Nel 2026 una famiglia che ristruttura la seconda casa spende 96.000 € ma ne recupera solo 34.560 € in 10 anni. Chi fa gli stessi lavori sulla prima casa ne recupera 13.440 € in più – la stessa superficie, lo stesso cantiere, un risultato fiscale completamente diverso.

Il trade-off è evidente: conviene concentrare gli interventi sulla prima casa finché l’aliquota al 50% è garantita. Dal 2027 scenderà al 36% anche per le abitazioni principali (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria).

Chi ha diritto al bonus casa 2025?

Requisiti soggettivi: contribuenti IRPEF

Hanno diritto tutti i contribuenti soggetti a IRPEF, residenti o non residenti nel territorio dello Stato, come specificato dall’Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato. Non importa se si possiede l’immobile a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale.

Tipologie di immobili ammessi: prima e seconda casa

Le agevolazioni valgono per immobili residenziali e relative pertinenze (cantine, soffitte, garage). Dal 2025, per la prima casa si applica la detrazione al 50%, per le seconde case al 36% (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria).

Casi particolari: eredi, affittuari, comodatari

  • Eredi: possono usufruire del bonus per ristrutturare l’abitazione ereditata, purché ne siano possessori
  • Affittuari: con contratto di locazione registrato, possono richiedere la detrazione per interventi sull’immobile condotto in affitto (Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato)
  • Comodatari: il comodato d’uso gratuito non dà diritto alla detrazione – solo il proprietario o l’usufruttuario può accedere ai bonus

Il pattern: la platea è ampia, ma il requisito chiave è il possesso o un diritto reale sull’immobile. L’affittuario con contratto registrato è l’unica eccezione.

Il rischio

Un comodatario che sostiene spese di ristrutturazione perde l’intera detrazione: l’Agenzia delle Entrate considera l’assenza di un diritto reale come preclusivo. Prima di firmare un contratto d’uso, conviene verificare chi può effettivamente detrarre.

Cosa sono i 25.000 euro a fondo perduto?

Fondo perduto per PMI: chi può richiederlo

È un contributo a fondo perduto fino a 25.000 euro destinato alle PMI (piccole e medie imprese). Non è un bonus casa diretto, ma può essere utilizzato per ristrutturazioni aziendali, acquisto di attrezzature e investimenti produttivi. Le domande sono aperte dal 7 novembre 2025 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy – istituzione governativa).

Scadenze e modalità di domanda

Fondi fino a 25.000 euro per le PMI: domande da oggi 7 novembre – la finestra è limitata. La procedura è telematica, con accesso tramite SPID o CIE sul portale del Ministero. Non serve un intervento edilizio specifico, ma il fondo è rivolto a imprese che investono in beni strumentali.

Utilizzo del contributo per ristrutturazioni e acquisto di attrezzature

  • Ristrutturazione di locali aziendali (uffici, laboratori, magazzini)
  • Acquisto di macchinari e attrezzature nuovi
  • Investimenti in digitalizzazione e sostenibilità

L’importo massimo è di 25.000 euro, ma non è cumulabile con altri contributi pubblici a fondo perduto per le stesse spese – va verificato il regolamento completo.

Per una PMI che ristruttura i propri locali, questo fondo può coprire una parte significativa dei costi. Il trade-off: se si utilizza per l’edilizia, si perde la possibilità di usarlo per attrezzature – la scelta va calibrata sul piano aziendale.

Come funziona il bonus casa 2026?

Novità del bonus casa 2026 rispetto al 2025

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’aliquota al 50% per la prima casa e introduce quella al 36% per le seconde case (Fiscomania – analisi fiscale). Nessuna modifica al tetto di 96.000 euro. Dal 2027, la detrazione per le abitazioni principali scenderà al 36%, e dal 2028 al 30% (Nanni Giancarlo – consulenza edilizia).

Meccanismo di detrazione: rate annuali

La detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Per la prima casa, con spesa massima di 96.000 €, ogni rata è di 4.800 € (Centro Fiscale – consulenza tributaria). Il risparmio effettivo si concretizza solo nel corso di un decennio – un fattore da considerare nella pianificazione finanziaria.

Cumulabilità con altri bonus

Ecobonus e sismabonus possono essere cumulati se gli interventi sono distinti e non si sovrappongono sulle stesse voci di spesa. Il bonus mobili è cumulabile con la ristrutturazione, ma non con l’ecobonus per gli elettrodomestici (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria).

Il trucco

Cumulare ecobonus e sismabonus sullo stesso immobile può portare la detrazione complessiva fino all’85% per le zone sismiche 1 e 2. Ma attenzione: i due bonus hanno massimali separati e vanno documentati distintamente all’ENEA.

Per il contribuente medio, la strategia migliore è concentrare gli interventi trainanti (cappotto termico + infissi) nel 2026, quando l’aliquota è più alta, anziché aspettare il 2027-2028.

Quanto costa in media ristrutturare una casa di 100 mq?

Costi medi per tipologia di intervento

  • Ristrutturazione media (impianti, pavimenti, infissi): 30.000 – 60.000 €
  • Ristrutturazione completa (impianti, infissi, pavimenti, bagni, cucina): 50.000 – 100.000 €
  • Interventi su ville o immobili di pregio: oltre 100.000 €

I costi variano in base a regione e materiali, come indicato da Ristrutturazioni Roma Chiavi in Mano – portale di edilizia. Al Nord i prezzi sono generalmente più alti del 10-15% rispetto al Sud per la stessa tipologia di intervento.

Tre fasce di costo, una tendenza: il prezzo medio per 100 mq si aggira sui 45.000 €, ma con il bonus al 50% la spesa effettiva scende a circa 22.500 € in 10 anni. Un risparmio concreto che rende accessibile anche una ristrutturazione completa.

Variazioni regionali e riferimenti di mercato

Zona Costo medio stimato (100 mq)
Nord Italia (Lombardia, Veneto) 50.000 – 70.000 €
Centro Italia (Lazio, Toscana) 40.000 – 60.000 €
Sud e Isole (Campania, Sicilia) 30.000 – 45.000 €

La variabile regionale può incidere fino al 40% sul costo finale – un fatta da considerare nella pianificazione del budget.

Come calcolare il risparmio grazie ai bonus

Per una ristrutturazione di 50.000 € su prima casa, la detrazione al 50% vale 25.000 € in 10 rate da 2.500 € l’anno. Aggiungendo il bonus mobili (5.000 €, detrazione 2.500 € in 10 anni), il risparmio totale arriva a 27.500 €. Il costo effettivo per il contribuente scende da 55.000 € a 27.500 € in un decennio (Centro Fiscale – consulenza tributaria).

Il pattern: più alta è la spesa iniziale, maggiore è il risparmio assoluto, ma il tetto di 96.000 € fissa un limite massimo di detrazione a 48.000 € per la prima casa.

Timeline dei bonus casa 2025-2028

  • 2025 (conferma): Bonus ristrutturazione 50% e tetto 96.000 € operativi
  • 7 novembre 2025: Apertura domande fondo perduto 25.000 € per PMI
  • 1° gennaio 2026: Inizio vigenza aliquota 50% per prima casa e 36% per seconda casa (Legge di Bilancio 2026)
  • 2026 (stimato): Proroga o modifica del bonus mobili 50% con tetto 5.000 € (Centro Fiscale – consulenza tributaria)
  • 1° gennaio 2027: Detrazione prima casa passa al 36% (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria)
  • 1° gennaio 2028: Detrazione prima casa scende al 30% (Nanni Giancarlo – consulenza edilizia)

La finestra per ottenere la detrazione massima è stretta: dal 2025 al 2026 le condizioni sono più favorevoli; dal 2027 l’aliquota cala progressivamente. Chi ha in programma una ristrutturazione dovrebbe anticipare i lavori per sfruttare il 50%.

Quadro di chiarezza

Fatti confermati

  • Bonus ristrutturazione 50% per spese fino a 96.000 €, valido per il 2025 (Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato)
  • Obbligo di bonifico parlante per ogni detrazione edilizia
  • Ecobonus richiede invio telematico all’ENEA entro 90 giorni dal termine lavori (ENEA – agenzia nazionale per l’energia)
  • Detrazione ripartita in 10 rate annuali di pari importo
  • Fondo perduto PMI fino a 25.000 € – domande dal 7 novembre 2025 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy – istituzione governativa)

Cosa è ancora incerto

  • Se il limite di 96.000 € sarà confermato anche per il 2026 senza modifiche ulteriori
  • Se il bonus mobili resterà a 5.000 € o sarà ridotto nel 2026
  • Se il fondo perduto PMI verrà rifinanziato per il 2026
  • Eventuali modifiche dalla Legge di Bilancio 2027

L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione.

Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato

Come funziona il bonus casa 2026 per la ristrutturazione delle abitazioni. Guida rapida, tabelle di sintesi, faq e chiarimenti del Fisco.

BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria

Registrati per compilare la pratica direttamente sul portale Bonus fiscali.

ENEA – agenzia nazionale per l’energia

Dal 1° gennaio 2027 la detrazione a regime per le abitazioni principali scende al 36% delle spese sostenute.

BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria

L’orizzonte temporale dei bonus casa si sta restringendo. Per il proprietario di prima casa, la decisione è chiara: avviare i lavori entro il 2026 significa bloccare il 50% di detrazione, o accettare un’aliquota progressivamente più bassa dal 2027 in poi.

Per una panoramica dettagliata delle agevolazioni disponibili, consulta la guida completa al bonus casa pubblicata su Rassegna Digitale.

Domande frequenti

Il bonus ristrutturazione vale anche per la seconda casa?

Sì, ma dal 2026 la detrazione è del 36% anziché del 50% – il massimale di 96.000 € resta invariato (Fiscomania – analisi fiscale).

Quali interventi rientrano nell’ecobonus?

Rientrano interventi di efficientamento energetico: caldaie a condensazione, cappotto termico, infissi a basso consumo, pompe di calore, pannelli solari (ENEA – agenzia nazionale per l’energia).

Cosa succede se non invio la documentazione all’ENEA?

Si perde il diritto alla detrazione per l’ecobonus. L’invio telematico è obbligatorio entro 90 giorni dal termine dei lavori (ENEA – agenzia nazionale per l’energia).

Posso cumulare bonus ristrutturazione e sismabonus?

Sì, se gli interventi sono distinti e non si sovrappongono sulle stesse voci di spesa. Il cumulo può portare a detrazioni complessive fino all’85% per le zone sismiche (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria).

Il fondo perduto da 25.000 € è compatibile con altri bonus casa?

Non è cumulabile con altri contributi pubblici a fondo perduto per le stesse spese. Va verificato il regolamento completo (Ministero delle Imprese e del Made in Italy – istituzione governativa).

Come si richiede il bonus ristrutturazione 2025?

Tramite modello 730 o Redditi PF, indicando le spese sostenute e conservando fatture e bonifici parlanti (Agenzia delle Entrate – ente fiscale di Stato).

Il bonus mobili è obbligatorio legarlo a una ristrutturazione?

Sì, il bonus mobili è valido solo se collegato a un intervento di ristrutturazione già avviato sullo stesso immobile (Centro Fiscale – consulenza tributaria).

Qual è la differenza tra prima e seconda casa per il bonus 2026?

Per la prima casa la detrazione è del 50% (max 48.000 €), per le seconde case è del 36% (max 34.560 €) (BibLus ACCA – portale tecnico di ingegneria).

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